Blink 182 - "Blink 182"
Ok, la ricreazione è finita. Volati in cima alle classifiche mischiando con goliardica impudenza il punk melodico con Alvaro Vitali (titolo di maggior successo: "Enema of the State", cioè "Il clistere dello stato") e varie allusioni sessual-scatologiche, ora Tom De Longe e compagni devono ammettere di essere un po' troppo cresciutelli per la solita gara di rutti. Addio quindi alle copertine con pornostar scollacciate e ai video-farsa dove si prendevano per i fondelli i colleghi. Il gruppo, è chiaro, ne ha abbastanza delle barzellette zozze e vuole fare sul serio, possibilmente senza perdersi per strada i fan della prima ora. Intendiamoci, il McDonald's punk è sempre quello: canzoni semplici, massimo tre accordi, questa volta magari arrangiate con un po' di attenzione in più, alla ricerca di soluzioni diverse dal solito. Ascoltate la chitarra acustica, contrabbasso e spazzole di "I miss you", il duo con il darkissimo Robert Smith (Cure) in "All of this" e lo strumentale "The fallen interlude": almeno ci troverete lo sforzo di percorrere vie nuove. Più riconducibili al passato della band "Go", "Stockholm syndrome", "Always". Per fan accaniti e dipendenti da Mtv, vale la pena di segnalare nel cd la presenza di una traccia video con ben quattro clip ("Feeling this", "Obvious", "Down/The fallen interlude" e "Violence). A metà strada tra rock adulto e canzoni sui clisteri: da riascoltare.