NIENTE MUSICA ON LINE, SIAMO INGLESI. Dopo anni di nubi nere cariche di sventura, arrivano da Londra le prime buone notizie per l'industria discografica svenata da pirateria e downloading clandestino? L'associazione dei discografici inglesi, British Phonographic Industry (BPI), ha diffuso in questi giorni i dati che riguardano il 2003. A sorpresa sembra che il pubblico abbia ricominciato a frequentare i negozi d'Oltremanica: le vendite di album sono aumentate del 4,9% (236 milioni di pezzi; + 5,6% se si considerano solo i cd a lunga durata), ed è in crescita anche il relativo giro d'affari, + 2,1%. Cattive notizie invece dal fronte dei cd singoli, in caduta libera di un altro 30% dopo aver perso già l'11% nel 2002. In realtà anche questo è un mercato in crescita: basterà trasformare il downloading a scrocco in normale - e legale - acquisto a prezzi ragionevoli e per l'industria torneranno gli anni delle vacche grasse. E chissà che qualcuno a quel punto non pensi a far scendere un po' i prezzi.