The Streets
A Grand Don’t Come For Free
Wea
La vita, quella che scorre sulle strade e scivola addosso lasciando la pelle intrisa del suo odore, la vita reale e quotidiana: questo quanto cantato dalle rime di The Streets o, se preferite, Mike Skinner, l’inglesissimo MC di Birmingham. E la realtà di questa vita persa tra un fast food e un videogioco, tristemente illuminata da neon stanchi, questa vita è ciò che si ascolta in “A Grand Don’t Come For Free”, l’ultimo album di The Streets. Il lavoro di Mc di Skinner si innesta su basi garage, un garage assolutamente rivisitato che sfocia in un equilibrio tutto personale, in un rap cockney, senza fronzoli, che va dritto al punto. Rispetto al precedente “Original Pirate Material”, questo lavoro è meno brutale, la violenza della parola si fa più insidiosa, più ironicamente perfida, anche se mantiene inalterato tutto l’impeto, il gusto della bravata e il senso d’urgenza. Insomma, un disco dove la graziosa fioritura e l’orpello sono sostituiti dalla nudità di un rap beffardo che coglie nel segno.