Ristampato "Beck-ola"
Restiamo nei "favolosi anni ’60" con uno dei grandi virtuosi della chitarra elettrica: Jeff Beck. Senza di lui Eddie Van Halen e Steve Vai forse starebbero ancora cercando quel suono che per comodità abbiamo catalogato sotto la voce "heavy metal". Decollato quando arrivò a sostituire Clapton negli Yardbirds, consacrato con i Vanilla Fudge, tentò la strada del supergruppo con il Jeff Beck Group (Beck alla chitarra, Rod Stewart alla voce, Ronnie Wood al basso, Nicky Hopkins alle tastiere). La ristampa di questo "Beck-ola" documenta lo stato di salute di una grande band che nel ’69 dopo due dischi aveva già i giorni contati. Prima di salutarsi, però, Jeff e amici fecero in tempo a "gettare le basi" per la nascita dell’heavy metal. Certo, mancano amplificatori e pick up che garantiscano watt e potenza, ma l’attitudine è già quella. Basta sentire Rod Stewart e Jeff fare a pezzi "All shook up" di Elvis (in questa versione rimasterizzata se ne possono sentire due versioni, così come per "Jailhouse rock", aggiunta assieme a "Sweet little angel" di B.B. King). Su tutto il disco domina la chitarra di Beck, all’epoca in un momento magico per creatività e visioni musicali. Un brutto incidente stradale, l’esperienza coi Vanilla Fudge e soprattutto il "gran rifiuto" di entrare negli Stones (ma quante scazzottate avremmo visto con Keith Richards...) avrebbero segnato la prima parte dei suoi anni ’70, finendo per disperdere l’impatto di uno dei talenti più cristallini - e dissipati - della storia del rock.