Il ritorno dei Jane's Addiction con Strays
Torna in pista la band di Perry Farrell.
Ci sono band con le quali si può giocare a "Come sarebbe andata se?". Ad esempio: come sarebbe andata a Red Hot Chili Peppers, Audioslave e compagnia cantante se Perry Farrell non fosse stato un genio incostante ed errabondo? I suoi Jane's Addiction negli anni Ottanta avevano i numeri per stare davanti a tutti, ma il loro talento è finito in frantumi assieme alla band. Ciclici i tentativi di tornare in pista: un'incerta reunion nel 1997 con "Kettle Whistle", un'altra nel 2001; e adesso questo "Strays", lanciato insieme ad un tour negli Usa, un dvd e la speranza di durare almeno un po'. "Strays" non è un capolavoro, ma è un disco tosto, che spiega a tutti chi ha aperto la strada per certo alternative rock, magari con qualche obliquità e distorsione in meno e un'occhiata al mainstream in più. La band gira alla grande, anche se la formazione è cambiata: il bassista originale, Eric Avery, si è tirato indietro come già nel 1997; così accanto a Farrell, il bravo e talentuoso Dave Navarro (che ha fatto la spola coi "cugini" Red Hot Chili Peppers ai tempi della celebre uscita dal gruppo di Frusciante: suonò coi Peperoncini in un solo album, "One hot minute" del 1995) e Stephen Perkins c'è Chris Chaney, già nella band di Alanis Morissette. E a ribadire la stretta parentela con Kiedis e company, l'ospite d'onore Flea: nessun pezzo suo nel cd, ma qualche base funky che prima o poi potrà tornare utile. Se i Jane's Addiction resteranno in gioco.