Autori vari - "Non più i cadaveri dei soldati"
Questo disco non lo troverete nei negozi ma allegato alla rivista specializzata "Il Mucchio Selvaggio extra" (n.10/03). Insieme al "Mucchio" (una delle più importanti e giustamente rispettate testate musicali) viene venduto al prezzo di 11 euro anche questo "Non più i cadaveri dei soldati", disco-tributo dedicato a Fabrizio De André. Un lavoro che riunisce nel ricordo di Faber alcuni dei nomi più interessanti della musica di qualità italiana; dagli Afterhours ai Gang, dalla Bandabardò agli Yo Yo Mundi, da Claudio Lolli e Il Parto delle Nuvole Pesanti a Massimo Bubola. Il disco è un lavoro onesto, sentito, che già alla prima nota sbriciola ogni sospetto di sfruttamento commerciale di un grande personaggio come De Andrè. Nei 18 brani del disco è sintetizzata la lunga storia musicale dell'artista genovese, dalle canzoni storiche agli inquieti concept album degli anni '70, fino alle collaborazioni con De Gregori, Bubola, Pagani e Fossati. Tra i migliori gli Afterhours di Manuel Agnelli che rileggono "La canzone di Marinella" in chiave rock notturno, con un bel basso pulsante e chitarre distorte sullo sfondo. Bella "La guerra di Piero" del Parto delle nuvole pesanti. Magnifica l'angosciosa "Ballata degli impiccati" di Cesare Basile, resa inquietante da organo e percussioni mentre sullo sfondo si sente l'odore di zolfo del migliore Tom Waits. Semplicemente perfetta la versione live di "Rimini" portata da Massimo Bubola, uno che con De André ha lavorato per anni e che può riscrivere senza patemi questo classico guardando all'ultimo Nick Cave. Divertenti i Chichimeca che si confrontano con sfacciataggine con "Coda di Lupo", mentre resta nella calligrafia - sia pure di alto livello - la cover degli Yo Yo Mundi di "Creuza de mä". Ma provate voi ad aggiungere anche solo una nota in più ad una canzone che è semplicemente perfetta. Disco da non perdere, anche per chi non ha neppure un disco di De Andrè nella propria collezione: questo, comunque, è un buon prologo.