FRONTERETRO, IL NUOVO ROCK ITALIANO AVANZA
Non c'è che dire, per noi giornalisti musicali ascoltare una formazione giovane e piena d'entusiasmo è sempre stimolante: non sappiamo resistere al richiamo di una musica nuova. L'esca, ieri, si trovava al Jailbreak di Roma e si chiamava Fronteretro. Formatasi nel 1999, la band ha raccolto, fin dai suoi inizi, vari consensi grazie alle esibizioni in numerosi locali della capitale e cominciava, nel 2000, con il vincere il premio speciale per la migliore performance alla seconda edizione del Boville Music Festival, fino ad arrivare, quest'anno, alle finali di RockTargatoItalia e SanremoRock. Con a conoscenza questo curriculum, mi siedo, con sul tavolo la canonica birra, curioso, ad ascoltare. Primo pezzo e il feeling scatta subito: "Boomerang" è bello e canticchiabile (non a caso è stato scelto insieme a "Da qui all'eternità" per il lancio radiofonico), tant'è che già alla fine della canzone ricordi il ritornello a memoria. Comincia così un percorso sempre più trascinante. "Non molliamo mai", "Un cuore per questo cielo", "Balla principessa", "Vai", corrono veloci ed incalzanti lasciando posto poi a "Dammi una ragione sola" e "Sulle ombre del cuore" (molto bella), doverose ballate prima di un altro treno che ha in "Gioco per me", "Tocca a noi", "Salta su" e "Zero a Zero" le fermate migliori. Il concerto finisce con "Fronteretro", quasi un testamento ideologico per i quattro ragazzi guidati da Fabrizio Celea, voce, chitarra ed autore dei brani insieme al bassista-corista Francesco Quattrini. La line-up è poi completata dagli ottimi Ivan Cacace alla batteria (superlativo il suo battito incessante, specialmente in "Tocca a noi") e da un Giorgio Mazzetti alla chitarra solista davvero incapace di deluderti in ogni occasione. A conclusione, una sola nota negativa. L'originalità non è delle migliori e l'onda lunga di Ligabue pesa molto sulla musica dei Fronteretro che, però, appena escono dai soliti canoni (vedi "Sotto il sole", "Exit" o "Fuori dal giro") non deludono ma, anzi, stupiscono in meglio. Altro? Ah, il primo album è già in fase avanzata di lavorazione e noi lo aspettiamo volentieri!
Vincenzo Burragato