Sikitikis – “Fuga dal deserto del Tiki”
Ci tengono a dire che "in questo disco non sono state suonate chitarre". Come ad evidenziare che la sperimentazione sonora c'è. In effetti i Sikitikis, nel loro cd d’esordio, non stanno con le mani in mano, mescolando surf, garage, ye-ye, un pizzico di psichedelia e chi più ne ha più ne metta, in una saturazione dei suoni che con un’indole rock riesce a tener testa all'assenza di uno strumento apparentemente fondamentale. "Fuga dal deserto del Tiki" è trascinante e tendenzialmente gioioso, ma un po' discontinuo: se dovessimo definirlo con una parola, diremmo che è un lavoro bizzarro. Da qui la presenza di brani come "L'importante è finire" di Mina o "Metti un tigre nel doppio brodo", scritta da Franco Godi ed Herbert Pagani. Ma il capolavoro del cd è l’ipnotica e visionaria "La distrazione delle cose". I Sikitikis, poi, devono molto all’immaginario cinematografico, specie quello italiano anni ’70: la cover di "Milano odia: la polizia non può sparare" ne è la dimostrazione più lampante.